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C’era una volta l’Europa…..  0

Per chi ha trascorso una vita a coltivare la passione dell’Arte è forte la tentazione, vista la situazione odierna, di porsi una domanda retorica: ha  ancora senso l’arte oggi?  La risposta potrebbe essere un secco: no. per chiudere un discorso anch’esso inutile. La resa, perché di questo si tratterebbe, sarebbe un errore, significherebbe abbandonare l’arte ai suoi detrattori.

L’arte, nel contesto dei rapporti sociali prevalenti, svolge il ruolo potenzialmente politico ma, contrariamente alla concezione estetica corrente, il potenziale politico dell’arte consiste nell’arte stessa, nella forma estetica in quanto tale, per cui annullando la forma, che è il suo linguaggio, l’arte sarebbe muta, costretta ad affidarsi solo alla critica  che spesso, nell’interpretarla, inquina significati e travisa il senso.

Si può dire che l’arte è rivoluzionaria in più, sensi. In senso stretto quando rappresenta un mutamento radicale di tecnica e di stile frutto di una genuina avanguardia. O quando  anticipa e riflette mutamenti sostanziali della società in genere.  Così fu per l’espressionismo e surrealismo che anticiparono la distruttività del capitalismo monopolistico e l’emergere di nuove possibilità di trasformazione radicale.  Se ciò non avviene, la definizione tecnica di arte rivoluzionaria, non dice nulla circa la incisività  di un opera, la sua autenticità e verità.

Qualsiasi opera d’arte autentica è  rivoluzionaria, nel senso che contribuisce a modificare del modo di sentire ed è contrasto allo stato quo. Questo vale per il dramma classico come il teatro di Bertod Breck, per “Affinitiva elettive” di Ghoethe,  “Anni da cani” Gunter Grass, per William Blake come per Artur Rimbaud.

Molta acqua era già  passata sotto i ponti delle città europee quando sono arrivati gli americani con tutta la potenza della loro comunicazione, delle loro armi, del loro denaro, hanno imposto la loro arte di consumo affidandosi anche a filosofi , come Arthur C. Danto e  George Dickie. Danto ha dichiarato il suo disprezzo per la metafisica, in realtà disprezzava l’Europa che lo colmava di onori ( il 2 ottobre 2007 l’Università diTorino gli conferì la laurea honoris causa)

E’ vero che anche l’Europa ha contribuito, con Duchamp e le avanguardie, alla dissoluzione della epistemologia dell’arte, ma conservava una traccia di pensiero ermeneutico dell’ontologia dell’arte. L’esibizione di un barattolo di conserva non comunica nulla, tanto meno della vita dell’operaio che l’ha prodotto, né di quella del consumatore, è solo esaltazione del consumo privo di pensiero.

La rinuncia alla forma estetica non colma il dislivello tra arte e vita, ma annulla la differenza tra sostanza e apparenza,   cancella ciò che conferisce valore all’arte.

La resa dell’Europa alla potenza economica e violenza comunicativa degli Stati Uniti, è stata una vera tragedia storica che, gradatamente, ha portato all’insignificanza, anche politica, dell’Europa contemporanea.per newslettere

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