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L’Origine del romanzo.  0

In principio era il verbo. La narrazione verbale, che  ancora resiste in talune tribù primitive, era l’unica forma di comunicazione prima dell’avvento dei mezzi di comunicazione di cui oggi disponiamo. ..

Nel 1670  Daniele Huet vescovo d’Avanches pubblicò. “Trattato sull’origine dei romanzi” l’opera  ebbe enorme successo. Nel piccolo libro Pierre Daniel Huet affronta un problema storico e filosofo insieme. per nobilitare la fortuna ormai travolgente del romanzo, ne cerca le origini nell’antichità più lontana, nel tempo e nello spazio. risalendo poi dalla fonte che pone in Oriente la prima fioritura  del romanzo, in breve costruisce un monumento di erudizione.

I plagi nascono pressoché contemporaneamente alla bascita delle opere scritte o narrate. Lo storico Fonzio sostiene che Antonio Diogene, vissuto poco tempo dopo Alessandro il Grande,abbia scritto il romanzo di Dinia e Dercillide, imitando l’Odissea di Omero e i viaggi avventurosi di Ulisse..

Alla narrazione di Huet fa da cornice l’idea che gli esseri umani hanno bisogno di produrre consumare finzioni, illusioni,sogni il materiale fantastico confluisce nel romanzo, nell’arte, nel teatro.

Non. essendo uno storico, Huet mette nella sua opera giudizi che. rimandano all’ipotesi di una  precisa teoria del romanzo. Ovviamente, nel corso dei secoli le teorie si sono susseguite numerose e, com’è inevitabile, considerazioni e ipotesi sui romanzi hanno risvolti diversi, spesso in contraddizione tra loro.

Secondo J.J. Rousseau ..” le nazioni corrotte hanno bisogno di romanzi, come malati di medicamenti” E’ interessante notare come alle affermazioni di Rousseau ed alcune considerazioni contenute nel libro di Hue, abbiano reagito indignati molti scrittori e intellettuali. Saint Beuve mosse rilievi piccati , Faubert si affannò a negare che  i suoi romanzi contenessero i difetti che Huet addebita ai romanzi.

Nel trattato viene sottolineato come l’origine dei romanzi va cercata nella natura dell’intelletto umano inventivo, amante delle novità, delle passioni, e desideroso di apprendere di comunicare quanto ha inventato e quanto ha appreso, è questa l’inclinazione comune a tutti gli uomini di ogni tempo e luogo ma ad essa gli orientali sono più soggetti di altri popoli, lo conferma l’antica raccolta di storie con il titolo “Mille e una notte”.

 

 

 

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