Se accettiamo come valida la metafora della cera usata da Cartesio per dimostrare la superiorità della ragione su emozione percezione, dovremmo concludere che la maggioranza delle persone non conosce il mondo in cui vive, ma solo la sua apparenza e superficialità. Come sostiene Maurice-Merleau-Ponty :” Niente è più difficile per sapere esattamente quello che noi vediamo, vi è un intuizione naturale una specie di cripto meccanismo che dobbiamo rompere per giungere alla compressione”.
Inoltre, quando la mia naturale percezione è interrotta dalla consapevolezza,, vi il è procedere del pensiero. Kierkegaard aveva affrontato lo stesso tema da una angolatura diversa in Aut-Aut quando sosteneva che il piacere annulla la consapevolezza del pensiero, in quell’attimo vi è come una perdita di coscienza. La percezione è legata al prevalere del della sensibilità del corpo e non può coesistere con la ragione poiché, mentre la percezione nasce spontaneamente dalla emotività ed è la reazione spontanea del corpo che attiene all’animale umano, la ragione nasce e si sviluppa attraverso ‘esercizio e gnosi.
Nei fatti si è creata una prassi, o abito mentale, in base al quale ciò che vale è solo la nostra sensazione che, come è noto, è assolutamente soggettiva e corrisponde a una logica vissuta che non rende conto di se stessa.
E’ dubbio che l’artista abbia maggiore capacità di comprendere, e quindi rappresentare la natura umana. Infatti quando l’artista usa il corpo e lo utilizza come opera, cade di fatto in una sorta di tautologia perché capovolge il senso stesso del rapporto tra io e il mondo.
Si pensi al famoso Passo della poetica di Aristotele quando afferma: “… come anche Sofocle disse, egli rappresentava gli uomini così come dovrebbero essere, mentre Euripide li rappresentava come sono…” , essi trasformano un atto istintivo in sentimento di amore o di odio.







