Archives for : maggio 2026

Conoscenza e memoria.  0

Quando nel 1835, Hegel scrisse “Lezioni di Estetica” e formulò il concetto di Morte dell’Arte, intendeva riferirsi soprattutto alla crescente discrasia tra arte e società industriale che allora si stava sviluppando

Oggi è diffusa la “cultura” alla cui base c’è un equivoco tra conoscere e capire. I condizionamenti a cui sono sottoposte le masse sono talmente diffusi e profondi da non essere più percepiti.

L’alternativa bersoniana tra memorizzazione e conoscenza non ha alcuna immagine verbale del loro persistere, assomiglia piuttosto a un imago freudiana, la quale è molto meno la rappresentazione di una percezione trascorsa, che un essenza emozionale molto precisa e generale staccata dalle sue origini empiriche.

Se supponiamo che il sistema di percezione abbia come premessa una predisposizione e una  particolare sensibilità che ne favorisce la ricezione,  dovremmo comunque essere consapevoli che ci troviamo pervasi da  una cultura basata su superficialità e apparenza.

Per questo abbiamo difficoltà ad accedere a un testo filosofico, il quale, prima ancora di essere compreso nel suo significato ,  rivela un certo stile ,un primo approccio che permette di entrare, per così dire, nel suo orientamento, la struttura del linguaggio con il quale il filosofo espone il suo pensiero, ne profila il senso. Solo allora  è possibile cominciare a comprendere il contenuto, che si introduce nel modo di esistere del pensiero.

A queste  riflessioni è legata la considerazione sul rapporto tra conoscenza e memoria. Il pensiero tradizionale è essenzialmente arretrato rispetto alla realtà, dovremmo domandarci se l’abituale ritardo del sapere è dovuta al sistema dell’istruzione, a limiti intellettivi, oppure alla pesanti forme di suggestione che condizionano la mente delle masse.

Esiste un’intelligenza prognostica che gradatamente sostituisce la mente umana. Finora per gran parte dell’apprendimento umano vigeva la legge secondo cui solo sbagliando si impara. L’intelligenza prognostica ci dovrebbe aiutare a imparare prima di sbagliare, una novità questa. nella storia della didattica, un modo per addentrarci nella logica dei processi di apprendimento. E’però necessario una critica della ragione profetica, che per lo più si affida ad allarmismi di varia natura.

Una critica dei processi attuale di previsione è stata presentata da Jean Pierre Dupuy  il quale sostiene che è possibile solo agli apocalittici praticare una ragionevole politica per il futuro, poiché hanno sufficiente coraggio per considerare come possibilità reali anche gli esiti peggiori. Le previsioni sembrano realizzabili solo tramite un situazione onirica della ragione, in cui il possibile assorbe in se il reale.immagine per newsletter 500

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Civiltà di scorpioni  0

Problema cruciale nel nostro tempo in cui prevale la fenomenologia dell’apparenza e la sempre maggiore disgregazione sociale, specie dei giovani, dovrebbe essere : educare alla responsabilità.. Sembra che, una certa cultura della tolleranza non abbia tenuto conto della reale natura umana. Quando Kant afferma: “ nessuno riuscirà mai raddrizzare il legno storto dell’umanità”.  Forse aveva in mente la favola di Esopo :

Uno scorpione chiede ad una rana di lasciarlo salire sulla sua schiena e di trasportarlo sull’altra sponda di un fiume. In un primo momento la rana rifiuta, temendo di essere punta durante il tragitto. L’aracnide argomenta però in modo convincente sull’infondatezza di tale timore: se la pungesse, infatti, anche lui cadrebbe nel fiume e, non sapendo nuotare, morirebbe insieme a lei. La rana, allora, accetta e permette allo scorpione di salirle sulla schiena, ma, a metà strada, lui la punge condannando entrambi alla morte. Quando la rana chiede allo scorpione il perché del suo gesto folle, questi risponde: “Non posso farci nulla, è la mia natura!”.

Vi è una realtà dell’essere tipica dell’umanità,  Heidegger si pone il problema e  tenta  di analizzarlo. Unico effetto raggiunto è stato approdo a una riconcettualizzazione dell’intero lessico ereditato dalla tradizione filosofica da Platone Hegel. A parte la complessità del linguaggio particolare usato da  Heidegger, si deve però prendere atto che il problema che egli affronta è fondamentale.

Se anche, come sostiene Maurice –Merleau-Ponty la vita della coscienza ,vita conoscente, agisce sull’impulso intenzionale, non va trascurato il fatto che la coscienza è frutto di una serie di fattori intellettuali ed empirici,  essa agisce in base alla natura dell’accumulo di saperi ed esperienze. Dunque ci troviamo di fronte a un circolo vizioso.

Nel libro, “Principi della filosofia dell’avvenire”Ludwig Feuerbach immaginava una società che, liberata dal bisogno, si sarebbe dedicata alla cultura e all’arte. In realtà l’accresciuto benessere non  ha portato al miglioramento della qualità umana. La tecnologia ha creata una situazione in cui la fantasia diventa morfogenetica; diventa cioè una causa determinante per la forma della società.

Zygmunt Bauman ha coniato il neologismo ; “modernità liquida”.usato come titolo di un suo libro.Di certo in questa società non ha trovata cittadinanza l’auspicio espresso da Hans Jonas in “Il principio di responsabilità.

La nostra “civiltà” si comporta come lo scorpione di Esopo, Ha quasi distrutto il pianeta con l’inquinamento, quasi debellato fauna e flora, invece di tentare di risolvere i gravi problemi che l’assillano, malattie, fame, disperde le risorse in guerre e genocidi

 

Senza titoloScorpion_and_the_frog_kurzon

 

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Nulla è più difficile di sapere ciò che vediamo  0

Se accettiamo come valida la metafora della cera usata da Cartesio per dimostrare la superiorità della ragione su emozione percezione,  dovremmo concludere che la maggioranza delle persone non conosce il mondo in cui vive,  ma solo la sua apparenza e superficialità. Come sostiene Maurice-Merleau-Ponty :” Niente è più difficile per sapere esattamente quello che noi vediamo, vi è un intuizione naturale una specie di cripto meccanismo che dobbiamo rompere per giungere alla compressione”.

Inoltre, quando la mia naturale percezione è  interrotta dalla consapevolezza,, vi il è procedere del pensiero. Kierkegaard  aveva affrontato lo stesso tema da una angolatura diversa in Aut-Aut quando sosteneva che il piacere annulla la consapevolezza del pensiero, in quell’attimo vi è come una perdita di coscienza. La percezione è  legata al prevalere del della sensibilità del corpo e non può coesistere con la ragione poiché, mentre la percezione nasce spontaneamente dalla emotività ed  è la reazione spontanea del corpo che attiene all’animale umano, la ragione nasce e si sviluppa attraverso ‘esercizio e gnosi.

Nei fatti si è creata una prassi, o abito mentale, in base al quale ciò che vale è solo la nostra sensazione che, come è noto, è assolutamente soggettiva e corrisponde a una  logica vissuta che non rende conto di se stessa.

E’ dubbio che l’artista abbia maggiore capacità di comprendere, e quindi rappresentare la natura umana. Infatti quando l’artista usa il corpo e lo utilizza come opera, cade di fatto in una sorta di tautologia perché capovolge il senso stesso del rapporto tra io e il mondo.

Si pensi al famoso Passo della poetica di Aristotele quando afferma: “… come anche Sofocle disse, egli rappresentava gli uomini così come dovrebbero essere, mentre Euripide li rappresentava come sono…”  , essi trasformano un atto istintivo in sentimento di amore o di odio.

 

Cervello 500

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