Civiltà di scorpioni  0

Problema cruciale nel nostro tempo in cui prevale la fenomenologia dell’apparenza e la sempre maggiore disgregazione sociale, specie dei giovani, dovrebbe essere : educare alla responsabilità.. Sembra che, una certa cultura della tolleranza non abbia tenuto conto della reale natura umana. Quando Kant afferma: “ nessuno riuscirà mai raddrizzare il legno storto dell’umanità”.  Forse aveva in mente la favola di Esopo :

Uno scorpione chiede ad una rana di lasciarlo salire sulla sua schiena e di trasportarlo sull’altra sponda di un fiume. In un primo momento la rana rifiuta, temendo di essere punta durante il tragitto. L’aracnide argomenta però in modo convincente sull’infondatezza di tale timore: se la pungesse, infatti, anche lui cadrebbe nel fiume e, non sapendo nuotare, morirebbe insieme a lei. La rana, allora, accetta e permette allo scorpione di salirle sulla schiena, ma, a metà strada, lui la punge condannando entrambi alla morte. Quando la rana chiede allo scorpione il perché del suo gesto folle, questi risponde: “Non posso farci nulla, è la mia natura!”.

Vi è una realtà dell’essere tipica dell’umanità,  Heidegger si pone il problema e  tenta  di analizzarlo. Unico effetto raggiunto è stato approdo a una riconcettualizzazione dell’intero lessico ereditato dalla tradizione filosofica da Platone Hegel. A parte la complessità del linguaggio particolare usato da  Heidegger, si deve però prendere atto che il problema che egli affronta è fondamentale.

Se anche, come sostiene Maurice –Merleau-Ponty la vita della coscienza ,vita conoscente, agisce sull’impulso intenzionale, non va trascurato il fatto che la coscienza è frutto di una serie di fattori intellettuali ed empirici,  essa agisce in base alla natura dell’accumulo di saperi ed esperienze. Dunque ci troviamo di fronte a un circolo vizioso.

Nel libro, “Principi della filosofia dell’avvenire”Ludwig Feuerbach immaginava una società che, liberata dal bisogno, si sarebbe dedicata alla cultura e all’arte. In realtà l’accresciuto benessere non  ha portato al miglioramento della qualità umana. La tecnologia ha creata una situazione in cui la fantasia diventa morfogenetica; diventa cioè una causa determinante per la forma della società.

Zygmunt Bauman ha coniato il neologismo ; “modernità liquida”.usato come titolo di un suo libro.Di certo in questa società non ha trovata cittadinanza l’auspicio espresso da Hans Jonas in “Il principio di responsabilità.

La nostra “civiltà” si comporta come lo scorpione di Esopo, Ha quasi distrutto il pianeta con l’inquinamento, quasi debellato fauna e flora, invece di tentare di risolvere i gravi problemi che l’assillano, malattie, fame, disperde le risorse in guerre e genocidi

 

Senza titoloScorpion_and_the_frog_kurzon

 

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