Archives for : maggio 2014

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www.artefutura.org Pechino – Parigi Fotografie di Enrico Bossan 1989parigi-pechino3

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Cenni sull’origine dei romanzi  0

Antonio Delfini nei Diari  scriveva:“Il romanzo è diventato un’enorme truffa umana”. Gli scrittori contemporanei non tengono in alcun conto l’affermazione di Roland Barthes “La letteratura è la ricerca della parola giusta”. E neppure è ricordata la boutade di Oscar Wilde il quale affermava: “chi chiama zappa una zappa dovrebbe essere costretto ad usarla”. La cosiddetta immersione nella realtà, si riduce  alla rappresentazione del nuovo conformismo costituito da stereotipi, tanto antichi quanto il romanzo stesso, se è vero che già Petronio, secondo Hue, era letto per le sue lepide e spesso sconcissime rappresentazione. Vi è questa diffusa menzogna secondo cui la società sarebbe costituita in gran parte da persone per bene. In realtà sono folte le schiere di coloro che considerano  spregevole la virtù che limita la libertà, condiziona il diritto al piacere. E’ nota la boutade di Woody Allen: “ I cattivi vanno all’inferno, ma si divertono molto di più”. Tutto sommato, nella sua cinica concisioni è esattamente ciò che pensano le masse. J.J. Rousseau ha detto che le nazioni corrotte hanno bisogno di romanzi, come i malati di medicine. Ed esattamente come i malati ingurgitano ciò che viene loro dato, anche quando si tratta di placebo, le masse consumano romanzi, con predilezione alla sconcia trasgressività, al fatuo vittimismo, scegliendo spesso la forma più comoda: la tv. Lo schermo propina banalità e volgarità di ogni specie. La parola più inflazionata del nostro tempo è “diritto” . Oggi, più di ieri, chi scrive è attento alle regole del  politically correct, regole che, paradossalmente, non tengono in alcun conto l’etica, solo il rispetto formale sotto il profilo linguistico. Per dirla con parole più chiare e brutali, puoi parlare di pompini inculate, ammucchiate, ma guai se chiami negro un nero, sei messo alla berlina, guai se avanzi riserve sull’omosessualità. C’è un sorta di santo uffizio istituito dalle femministe USA che non tiene in alcun conto la libertà di espressione teorizzata anche da Rawls. Chi non condivide il pensiero unico, finto progressista, è tout court ignorante.  Secondo Hue l’intelletto degli umani è nemico naturale dello sforzo di conoscere, solo una minoranza è attratta dalla possibilità di ampliare i propri orizzonti mentali, i più sono molto più facilmente attratti dall’esca del piacere. Per questo ha facile gioco vellicare il progressismo da salotto,  tendenze ed  appetiti delle masse, fingendo di rompere tabù ormai inesistenti. Bernard Bolzano, filosofo che non a caso era già “fuori moda” ai suoi tempi,si schierava contro lo psicologismo che, per usare la fraseologia di Frege, spalanca le porte al terzo regno, vale a dire ai fenomeni mentali lontani da ogni ombra di verità ma linguisticamente correlati al soggettivismo intimistico tipico della letteratura femminile. Gli scrittori  infatti non hanno preoccupazioni formali, i best seller riguardano per lo più libri gialli o pornografici. Non si riesce a cogliere la natura della letteratura perché si è soggetti, come per la produzione artistica, al mercato. Parafrasando Poincarè  la letteratura non dovrebbe essere una raccolta di parole, come una casa non è una raccolta di mattoni. Siamo al punto cruciale della modernità. Non si scrivono libri per offrire cultura, come non si producono opere d’arte per indurre al bello. In entrambi i casi lo scopo è il guadagno. Il re è nudo. Le sue vesti non sono solo costituite dalla soggezione al potere, molto di più influisce l’ansia di riconoscimento mondano, avidità di guadagno nutrita di colta ignoranza.

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Arte e politica  1

Cosa pensate dei candidati che si contendono il vostro voto? Pensate che possa essere disdicevole esprimere pubblicamente un vostro parere sopratutto se non siete militanti di una parte politica? Sapere cosa pensano gli artisti è utile per capire l’orientamento culturale dell’Italia.

Frida Kahlo Olio su tela

olio su tela data e oggetto sul Portale

olio su tela data e oggetto sul Portale

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Dipingere l’aria.  4

Quale è la materia della pittura? Il colore,la tela, il segno? Le correnti che sostenevano “l’arte per l’arte” esprimevano la tendenza  oggettivamente esistente, la costituzione estetica delle opere come indipendenti da ogni altro riferimento. E’ seguita l’affermazioni di chi sosteneva, non importa dire, non importa fare, l’importante è esserci. E’ chiaro che l’apodittica autorefenzialità dell’arte porta agli estremi oggi palesi. L’arte in realtà è una sorta di alchimia, una simbiosi tra materia e pensiero. Analizziamo, a titolo d’esempio, lo stile di Pieter Brueghel il Vecchio, la solidità dei corpi e dell’aria che tiene il corpo separato dal mondo e nuovamente lo congiunge nel modo più profondo. Con la stessa forza con la quale i corpi s’incorporano nell’aria, essi si attirano anche l’un l’altro, diventano una sola sostanza. Il fiore acquista qualcosa dell’acqua, l’acqua dalla strada , il metallo dal cielo. Così si forma la materia della pittura. Ogni pittura ha dato, da sempre, un posto alla molteplicità della materia che si trasforma e da colore diventa immagine, fantasia, rappresentazione. Il ruolo mitico e unificante dell’arte non necessità del supporto della parola. Ma tutto questo ha un costo, richiede un percorso che non si arresta al ludico mondano, ma entra nelle viscere, corrode ed esalta. Kierkegaard descrive l’artista come un uomo infelice che trasforma in bellezza la sofferenza del cuore, non segue il gusto del filisteo. L’arte è tale quando possiede la capacità di guidare le emozioni ricettive. Assemblare assi, rifiuti, plastica, costruire strutture imponenti, non è creare, ma usare la materia informe come pensieri privi di sensibilità.

Piergiorgio FirinuBrueghel il Vecchio

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