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Si può discutere sulla verità non sul gusto  0

Cosa intendiamo definire con il concetto di civiltà?  la civiltà non ha nulla di spontaneo, ma è una realizzazione che ha  alla base un emanazione culturale ed etica, venute meno queste due motivazioni la civiltà si riduce a una serie di formule, a un pragmatismo funzionale ai singoli interessi con ricadute dirette sui comportamenti delle masse e nell’operare nei singoli settori.

Va da se che nei comportamenti individuali incide il gusto. David Hume in “ La regola del gusto” scrive: “un uomo privo di gusto è un uomo da poco”. Se, alla luce di questa affermazione, ci guardiamo intorno, osserviamo pubblicità, spettacoli, tv, è inevitabile trarre conclusioni vagamente allarmanti.

Nel ribadire l’antico detto latino, Hume  sosteneva che si può discutere sulla verità non sul gusto Ciò che esiste nella natura delle cose costituisce il criterio del nostro giudizio mentre quello che ognuno sente dentro di sé funge da criterio del sentimento.

Il sedicesimo secolo fu un fiorire di testi relativi al gusto e alla educazione Tra il 1508 e il 1524 Baldassarre Castiglione scrisse “ Il Cortigiano”, nel quale suggeriva come comportasi a Corte. 

Più ampio lo spettro di riferimento del testo di Erasmo da Rotterdam “De civilitate morum puerilium” (“Il galateo dei ragazzi”) del 1530.

Un  richiamo a questi tentativi di educare, fu attuato da Norbert Elias nel 1969 con “La civiltà delle buone maniere”. Se alla luce di queste opere guardiamo la realtà di oggi, pubblicità e spettacoli televisivi, e quotidiano comportamento delle masse, dobbiamo dedurre che non è rimasto nulla.

Spettacoli tv e i concerti sono più che altro esibizione di corpi seminudi in pose sguaiate. Anche il mondo dello sport è coinvolto in questa kermesse di volgarità esibita. Lo spettacolo che ha inaugurato il campionato di calcio 2026 ne è stato un esempio.

Meglio evitare  richiami all’arte contemporanea della quale abbiamo parlato anche troppo. Purtroppo, come scrive Zygmunt Bauman “..il tempo è irreversibile e i cambiamenti che avvengono non possono essere riportati allo stato precedente.  Un triste futuro attende le prossime generazione alle quali forse non basterà la tecnologia per consolarsi.

 

Arte KitschMarilyn deforme 500

 

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