Il rispetto di sè.  0

In un’epoca in cui siamo subissati da pseudo informazioni di ogni genere anche la nostra capacità di attenzione si allenta. Se a questo atteggiamento si aggiunge la superficialità, ci troviamo a constatare che i fenomeni perdono senso e significato. Conta il gesto, l’emozione del momento, l’afflato delle masse di facile suggestione, non solo loro. L’Accademia di Stoccolma assegna premi Nobel che continuano ad avere immeritata risonanza, anche dopo i numerosi abbagli. L’ultima clamorosa gaffe è stata l’assegnazione del Nobel per la pace a Barack Obama. Non vi era, al momento dell’assegnazione, la minima ragione che giustificasse il premio. In seguito Obama, sulla scia dei suoi predecessori, ha scatenato guerra alla Libia, sostenuto con denaro e armi il movimento islamico che ha poi assunto la denominazione di ISIS. Dunque accantonato l’ethos, è il pathos, cioè l’emotività, a incidere sulle nostre decisioni. Al tempo in cui Arthur Schopenhauer scriveva “L’arte di avere ragione” (Berlino 1830) le argomentazioni erano frutto di pensiero, non d’impulsi emotivi. Nel libro: “Trattato dell’argomentazione” Chaìm Perelman e Lucie Olbrechts-Tyteca affrontano il discorso che è persuasivo perché si avvale di argomenti logici. Buona parte dei testi di filosofia e critica d’arte, rifiutano la logica per principio, assumendo che la creazione artistica è esentata da giustificazioni logiche. In questo modo si apre un varco per ogni genere di elucubrazioni. Ora, se l’arte ha una funzione culturale, quindi necessariamente educativa, il termine va inteso in senso ampio, è chiaro che tutto ciò che produce giustificazione e induzione al non senso finisce per prevalere senza che vi sia bisogno di giustificazione, si fa ciò che in quel momento ci va di fare, di dire. Mettiamo insieme carenze culturali, assenza di logica, dominio delle apparenze e dell’emotività, arriviamo alle madri che esibiscono il ventre che contiene il feto, vi tracciano sopra scarabocchi. Anche la sacralità del parto è soggetta a becero esibizionismo, ludica volgarità. Tutto ciò è stata preceduto dalla esibizione di “dive” e dai “capolavori” di Cindy Sherman.

aaaaaaaaaaaa-x-news-letter-3

Share This:

No Comments Yet

Lascia un Commento

Email not published ( * Required )

Verification Captcha

Attenzione! Si sta tentando di caricare un’immagine non valida. Se salvata, questa immagine non viene visualizzata con il proprio commento.
Heads up! You are attempting to upload an invalid image. If saved, this image will not display with your comment.