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L’arte procede a ritroso.  0

Quando nelle lezioni berlinesi del 1800 1829 Hegel dichiarò la morte dell’arte, non intendeva esprimere un giudizio estetico, bensì una constatazione storica che come tale era in divenire.

Hegel Infatti era convinto che proprio le modalità dello sviluppo sociale, il sistema economico e di produzione, fossero antitetici all’arte,  i fatti hanno dimostrato la correttezza della sua tesi.

A partire dalle avanguardie, l’arte accentua la componente materiale. ferro da stiro  di Man Ray,orinatoio a ruota della bicicletta di Duchamp, la compressione della materia di Cesar e Arman, avanzi di cibo di Daniel Spoerri, s’innesta un procede a ritroso.

Quando Daniel Spoerri attribuisce agli avanzi di cibo lo status di opera d’arte forse non è consapevole che in realtà il cibo,si presta a ben più radicale metafora. L’essere umano è inchiodato dalla natura alla propria insignificanza ontologica che egli tenta di superare con gli espedienti della retorica immaginifica. Noi ingurgitiamo prodotti della terra, verdure dai profumi e sapori deliziosi, animali innocui dalla forma graziosa, trasformiamo tutto questo un sterco maleodorante che mettiamo in barattoli e collochiamo in musei come opera d’arte. Questo è l’essere umano. Il resto è tecnologia .

Certo, quando Einstein disse che l’immaginazione è più importante della conoscenza, non pensava a ciò che l’arte sarebbe diventata.

L’immaginazione è una sorta di intelligenza creativa infinita, mentre la conoscenza è più natura, ed è finita, oltre che non sempre corretta, è possibile infatti avere conoscenze imprecise o errate delle cose. L’arte non tradisce se stessa quando crea la propria “realtà” attuando il compito dell’artista  che consiste nel dare forma e significato all’immaginazione.  Però l’arte non è sola immaginazione,  ma capacità di tradurre l’immaginazione in una forma che abbia un significato. Tuttavia, la creatività non cambia l’ontologia dell’essere umano che resta un animale capace di compiere azioni terrificanti anche contro se stesso.

 

 

Daniel Spoerri . Eat Art 1965Daniel Spoerri 500

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