Codici e fantasia.  0

Quando si affronta il tema dell’arte, inevitabilmente, ci si scontra con una serie di contraddizioni le cui implicazioni vengono solitamente trascurate o aggirate con il ricorso ad apodismi. Da un lato si usano espressioni come “ispirazione”, si sostiene che un oggetto di uso comune assume lo status artistico semplicemente in base alla scelta dell’artista che lo considera arte. D’altro lato sappiamo che ogni anno Accademie e scuole di varia natura rilasciamo la patente di “artista” a migliaia di persone. Sorge dunque la domanda: cosa significata essere artista oggi? Come si diventa artista? In astratto dovrebbe valere il principio della conoscenza che riguarda ogni attività professionale. Sappiamo però che, per una convenzione unanimemente accettata, l’arte non è soggetta a codificazione. Ergo, mentre medici, ingegneri, avvocati e tutte le altre categorie professionali, devono obbligatoriamente seguire determinate prassi . Per l’artista non esiste prassi, regola, codificazione,prevale il privilegio della “creatività”, espressione per altro non ben definita. Dunque l’artista non è soggetto a vincoli di sorta. Se tale principio poteva avere una qualche giustificazione quando l’arte seguiva determinate regole, una scuola, cioè fino verso alla fine dell’800, con l’avvento delle avanguardie l’epistemologia dell’arte non è stata modificata, ma semplicemente rimossa. Non esistono linee guida, prassi, indicazioni di stili che possano orientare, costituire riferimento all’operare dell’artista. Egli è assolutamente svincolato da tradizioni, metodologia, naturalismo. Nel ‘600 il livello culturale dei pittori era tale da consentire loro di esprimere nella pittura non solo elevati valori estetici, ma concetti di grande valore scientifico. Non era l’arte che imitava la scienza, come accade oggi, ma l’arte spesso anticipava la scienza. E’ il caso, del pittore Adam Elsheimer che a 32 anni realizzò l’opera “Fuga in Egitto” Nella tela vi è rappresenta una scena notturna nella quale la luna e le stelle sono collocate secondo i dettami delle ultime scoperte astronomiche, prima che la scienza confermasse la mappa delle stelle. Un bellissimo esempio d’intuizione. Altro esempio è costituito dall’opera di Ludovico Cardi,detto il Cingoli, amico e compagno di Galileo con il quale compì gli studi alla scuola di disegno di Firenze. Nella sua opera, il Cingoli, rappresenta l’Assunta, sullo sfondo è raffigurato un cielo con la luna non bianca e liscia come era stata rappresentata fino ad allora. La pittura della luna rappresentava solchi, rilievi, tutto quanto sarebbe stato scoperto anni dopo da Galileo Galilei, attraverso la osservazione con il telescopio Dunque ci fu un tempo in cui l’intuizione dell’artista e la sua conoscenza dei fenomeni era rappresentata nelle opere. Oggi non accade nulla di questo, anzi, l’ansia d’innovazione, unita a una buona dose di ignoranza, producono opere nelle quali è arduo trovare un significato che le giustifichi. Sicuramente le opere non esprimono lo stesso livello di innovazione e conoscenza come avveniva con frequenza con gli artisti dei secoli passati. newletter-25-aprile-2017

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