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	<title>Commenti a: Segnala eventi e mostre</title>
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	<description>Fondazione Anna Lucco</description>
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		<title>Di: Lorenzo Valentino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Valentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 10:26:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Galleria Previtali arte contemporanea

Mostra personale di
EROS GUGLIELMO

Direttori d&#039;orchestra
a cura di Jacqueline Ceresoli

Inaugurazione giovedì 9 aprile 2026 ore 18.30
fino al 23 maggio 

In mostra una ventina di dipinti  dedicati a diversi  direttori d’orchestra  di fama internazionale, immortalati dall&#039;artista Eros Guglielmo, nell’istante della direzione, travolti  dall’impeto  della musica in un sorta di trance  sinestetico, in cui il gesto  visualizza la composizione  musicale  e il ritmo  di spartiti  immaginati, come presupposto  formale per indagare  il movimento, il dinamismo, l’accordo  tra  segno,  traccia cromatica e  trasfigurazione  dell&#039;opera realista in chiave  neoespressionista. Le sue pennellate irrequiete mirano all’essenza del soggetto, rappresentano il linguaggio dell’esserci “qui e adesso” nell’istante  del concerto, dove  l’emozione “dipinge”  preludi esistenziali, trame in cui i suoi direttori si fondono idealmente con il ritmo ancestrale dell’universo...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Galleria Previtali arte contemporanea</p>
<p>Mostra personale di<br />
EROS GUGLIELMO</p>
<p>Direttori d&#8217;orchestra<br />
a cura di Jacqueline Ceresoli</p>
<p>Inaugurazione giovedì 9 aprile 2026 ore 18.30<br />
fino al 23 maggio </p>
<p>In mostra una ventina di dipinti  dedicati a diversi  direttori d’orchestra  di fama internazionale, immortalati dall&#8217;artista Eros Guglielmo, nell’istante della direzione, travolti  dall’impeto  della musica in un sorta di trance  sinestetico, in cui il gesto  visualizza la composizione  musicale  e il ritmo  di spartiti  immaginati, come presupposto  formale per indagare  il movimento, il dinamismo, l’accordo  tra  segno,  traccia cromatica e  trasfigurazione  dell&#8217;opera realista in chiave  neoespressionista. Le sue pennellate irrequiete mirano all’essenza del soggetto, rappresentano il linguaggio dell’esserci “qui e adesso” nell’istante  del concerto, dove  l’emozione “dipinge”  preludi esistenziali, trame in cui i suoi direttori si fondono idealmente con il ritmo ancestrale dell’universo&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: lilloarte</title>
		<link>http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1726</link>
		<dc:creator><![CDATA[lilloarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 13:47:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1726</guid>
		<description><![CDATA[Comunicato stampa
Titolo evento                      “ARTISTIC MONEY 3”
Tipologia                            Mostra d’arte collettiva internazionale di mail art
Dal                                      28/02/2026         
Al                                        29/03/2026 
Luogo                                  Artgallery MCL-virtual gallery (mostra online)
Evento online all’indirizzo https://artgallery-mcl.jimdosite.com/exhibition/
Organizzatore                      Artgallery MCL virtual gallery  
Sito                                      https://artgallery-mcl.jimdosite.com/
E-mail                                  artgallerymcl@gmail.com
Telefono                              +39 3404170162
Orari                                    Visibile online 24 ore su 24 sul sito ufficiale della galleria
Curatore                               M.C.L.
Descrizione dell’evento
La galleria virtuale ARTGALLERY MCL – Virtual Gallery presenta ARTISTIC MONEY 3, la terza edizione della mostra collettiva internazionale di Mail Art dedicata al tema del denaro reinterpretato attraverso l’arte. L’esposizione, interamente online, sarà accessibile dal 28 febbraio al 29 marzo 2026 in qualsiasi momento, semplicemente collegandosi al sito della galleria.
Concept e contenuti
ARTISTIC MONEY 3 riunisce numerosi artisti internazionali che hanno affrontato il tema del denaro come simbolo universale di valore, potere e desiderio, ma anche come oggetto di riflessione critica e ironica. Le opere esposte spaziano dalla pittura al collage, dalla fotografia grafica alle tecniche miste, offrendo una pluralità di linguaggi e interpretazioni.
Alcuni artisti hanno creato banconote di fantasia, immaginando valute utopiche o poetiche, mentre altri hanno scelto di intervenire direttamente su banconote reali, trasformandole in opere uniche e provocatorie. Il risultato è un mosaico visivo che mette in discussione il concetto stesso di valore economico, invitando a riflettere sul rapporto tra arte, economia e società contemporanea.
Note sulla Mail Art
La Mail Art, o arte postale, è una forma di espressione artistica nata negli anni Sessanta come movimento internazionale basato sullo scambio di opere attraverso il servizio postale. Si fonda sull’idea di una comunicazione libera, democratica e senza mediazioni commerciali, in cui ogni artista può partecipare inviando le proprie creazioni per posta.
Nel contesto digitale contemporaneo, la Mail Art si rinnova attraverso piattaforme virtuali, mantenendo intatto il suo spirito originario di condivisione e partecipazione globale. ARTISTIC MONEY 3 prosegue questa tradizione, offrendo uno spazio virtuale aperto e accessibile a tutti, dove le opere circolano liberamente in rete, superando confini geografici e culturali.
Obiettivi e significato
La mostra intende stimolare una riflessione collettiva sul valore del denaro e sul suo impatto nella vita quotidiana, trasformando un simbolo di potere economico in un linguaggio di libertà creativa. Attraverso la Mail Art, il denaro diventa materia artistica, oggetto di gioco, critica e immaginazione.
Artisti 
Mzia Valerian / Belgio
Marcia Rosenberger / Brasile
Renata Danicek / Brasile
Roberto Keppler / Brasile
Spike Spence / Canada
Christiane Carré / Francia
Virginie Loreau / Francia
Lutz Beeke / Germania
Wolfgang Rostek / Germania
Lars Schumacher / Germania
Susanne Schumacher / Germania
Ryosuke Cohen / Giappone
Keiichi Nakamura / Giappone
Katerina Nikoltsou / Grecia
Giovanni and Renata straDA DA / Italia
Domenico Ferrara Foria / Italia
Marco Furia / Italia
Serse Luigetti / Italia
Calogero Marrali / Italia
Carmela Sarcina / Italia
Roberto Scala / Italia
Zlatko Krstevski / Macedonia 
Lina Trenkoska (MFA) / Macedonia 
Slavko Trenkoski ( LOK) / Macedonia
Ed Hanssen / Olanda
Dorota Kilichowska / Polonia
Simon Warren / Regno Unito
Alexandru Jakabhàzi / Romania
Eduard Jakabhàzi / Romania
Zorica Obradovic / Serbia
Sabela Bana / Spagna
Pedro Bericat / Spagna
Manuel Calvarro Sanchez / Spagna
Juan Fran Nunez Parreno / Spagna
Peter Abajkovics / Ungheria
Birò Ildikò / Ungheria
_guroga / Venezuela
	Note per la stampa
Materiali informativi e immagini delle opere sono disponibili su richiesta.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato stampa<br />
Titolo evento                      “ARTISTIC MONEY 3”<br />
Tipologia                            Mostra d’arte collettiva internazionale di mail art<br />
Dal                                      28/02/2026<br />
Al                                        29/03/2026<br />
Luogo                                  Artgallery MCL-virtual gallery (mostra online)<br />
Evento online all’indirizzo <a href="https://artgallery-mcl.jimdosite.com/exhibition/" rel="nofollow">https://artgallery-mcl.jimdosite.com/exhibition/</a><br />
Organizzatore                      Artgallery MCL virtual gallery<br />
Sito                                      <a href="https://artgallery-mcl.jimdosite.com/" rel="nofollow">https://artgallery-mcl.jimdosite.com/</a><br />
E-mail                                  <a href="mailto:artgallerymcl@gmail.com">artgallerymcl@gmail.com</a><br />
Telefono                              +39 3404170162<br />
Orari                                    Visibile online 24 ore su 24 sul sito ufficiale della galleria<br />
Curatore                               M.C.L.<br />
Descrizione dell’evento<br />
La galleria virtuale ARTGALLERY MCL – Virtual Gallery presenta ARTISTIC MONEY 3, la terza edizione della mostra collettiva internazionale di Mail Art dedicata al tema del denaro reinterpretato attraverso l’arte. L’esposizione, interamente online, sarà accessibile dal 28 febbraio al 29 marzo 2026 in qualsiasi momento, semplicemente collegandosi al sito della galleria.<br />
Concept e contenuti<br />
ARTISTIC MONEY 3 riunisce numerosi artisti internazionali che hanno affrontato il tema del denaro come simbolo universale di valore, potere e desiderio, ma anche come oggetto di riflessione critica e ironica. Le opere esposte spaziano dalla pittura al collage, dalla fotografia grafica alle tecniche miste, offrendo una pluralità di linguaggi e interpretazioni.<br />
Alcuni artisti hanno creato banconote di fantasia, immaginando valute utopiche o poetiche, mentre altri hanno scelto di intervenire direttamente su banconote reali, trasformandole in opere uniche e provocatorie. Il risultato è un mosaico visivo che mette in discussione il concetto stesso di valore economico, invitando a riflettere sul rapporto tra arte, economia e società contemporanea.<br />
Note sulla Mail Art<br />
La Mail Art, o arte postale, è una forma di espressione artistica nata negli anni Sessanta come movimento internazionale basato sullo scambio di opere attraverso il servizio postale. Si fonda sull’idea di una comunicazione libera, democratica e senza mediazioni commerciali, in cui ogni artista può partecipare inviando le proprie creazioni per posta.<br />
Nel contesto digitale contemporaneo, la Mail Art si rinnova attraverso piattaforme virtuali, mantenendo intatto il suo spirito originario di condivisione e partecipazione globale. ARTISTIC MONEY 3 prosegue questa tradizione, offrendo uno spazio virtuale aperto e accessibile a tutti, dove le opere circolano liberamente in rete, superando confini geografici e culturali.<br />
Obiettivi e significato<br />
La mostra intende stimolare una riflessione collettiva sul valore del denaro e sul suo impatto nella vita quotidiana, trasformando un simbolo di potere economico in un linguaggio di libertà creativa. Attraverso la Mail Art, il denaro diventa materia artistica, oggetto di gioco, critica e immaginazione.<br />
Artisti<br />
Mzia Valerian / Belgio<br />
Marcia Rosenberger / Brasile<br />
Renata Danicek / Brasile<br />
Roberto Keppler / Brasile<br />
Spike Spence / Canada<br />
Christiane Carré / Francia<br />
Virginie Loreau / Francia<br />
Lutz Beeke / Germania<br />
Wolfgang Rostek / Germania<br />
Lars Schumacher / Germania<br />
Susanne Schumacher / Germania<br />
Ryosuke Cohen / Giappone<br />
Keiichi Nakamura / Giappone<br />
Katerina Nikoltsou / Grecia<br />
Giovanni and Renata straDA DA / Italia<br />
Domenico Ferrara Foria / Italia<br />
Marco Furia / Italia<br />
Serse Luigetti / Italia<br />
Calogero Marrali / Italia<br />
Carmela Sarcina / Italia<br />
Roberto Scala / Italia<br />
Zlatko Krstevski / Macedonia<br />
Lina Trenkoska (MFA) / Macedonia<br />
Slavko Trenkoski ( LOK) / Macedonia<br />
Ed Hanssen / Olanda<br />
Dorota Kilichowska / Polonia<br />
Simon Warren / Regno Unito<br />
Alexandru Jakabhàzi / Romania<br />
Eduard Jakabhàzi / Romania<br />
Zorica Obradovic / Serbia<br />
Sabela Bana / Spagna<br />
Pedro Bericat / Spagna<br />
Manuel Calvarro Sanchez / Spagna<br />
Juan Fran Nunez Parreno / Spagna<br />
Peter Abajkovics / Ungheria<br />
Birò Ildikò / Ungheria<br />
_guroga / Venezuela<br />
	Note per la stampa<br />
Materiali informativi e immagini delle opere sono disponibili su richiesta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco Biondo</title>
		<link>http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1724</link>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Biondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 13:33:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1724</guid>
		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA
ART MARGINEM CONCEPT ROOM - Via Tobagi 13, Milano

CONEXIO - Mostra di Ceramica Raku di MARIA GRAZIA GIUSTIZIERI 
A cura di Luciano Bolzoni

27 novembre - 7 ottobre

Inaugurazione: 27 novembre, dalle ore 18,30 

Nelle ceramiche raku di Mariagrazia Giustizieri la materia diventa un territorio sensibile, un luogo di trasformazione in cui le forze naturali — fuoco, aria, acqua — incidono la superficie come gesti di una scrittura primordiale. Le opere si offrono come frammenti di un ecosistema sconosciuto, sospesi tra organicità e geometria, tra gesto umano e processualità spontanea. Le crepe, le fumigazioni, le iridescenze non sono semplici effetti tecnici: sono tracce di un dialogo radicale tra l’artista e la materia, testimonianze di un patto aperto all’imprevisto.

Questa attitudine all’ascolto profondo non riguarda soltanto il suo fare artistico. Giustizieri è infatti anche floriterapista, e porta con sé un’attenzione particolare alle forme sottili dell’energia, ai processi di armonizzazione, alla relazione fra fragilità e rigenerazione. La stessa sensibilità si ritrova nei suoi lavori: il raku diventa un terreno in cui osservare e accompagnare la metamorfosi, come accade nei percorsi di cura attraverso i fiori. Non si tratta di un’aggiunta tematica, ma di una risonanza. Le ceramiche sembrano vibrare di questa conoscenza silenziosa, di questa capacità di percepire ciò che non è immediatamente visibile.

L’artista lavora con il raku come chi ascolta più che come chi domina. Accetta il rischio dell’esito, l’evento inatteso, la trasformazione repentina. In questo, la sua ricerca si avvicina a una forma di meditazione attiva: un’attenzione al momento in cui il calore satura l’argilla e la costringe a cambiare identità. La superficie diventa così un campo di forze, dove il segno controllato convive con l’esplosione cromatica, e la struttura si intreccia a una spontaneità luminosa.

Nelle sue forme circolari, nei moduli cellulari, nelle linee che evocano alberi, radici, membrane, si riconosce una tensione costante tra il microcosmo e il macrocosmo. I piatti si trasformano in mappe, gli assemblaggi in costellazioni viventi. Ogni opera conserva la memoria del proprio farsi: la tensione del fuoco, il respiro della terra, il brivido dell’improvviso raffreddamento. La tecnica, qui, non illustra ma rivela; non rappresenta, ma lascia emergere.

La ceramica raku, nella visione di Giustizieri, diventa un dispositivo di conoscenza e di cura. Non un mezzo per riprodurre forme, ma un modo per interrogare la materia e accogliere le sue risposte. Le superfici incrinate restituiscono un tempo geologico e insieme emotivo, in cui ogni dettaglio è il risultato di un equilibrio fragile, irripetibile.

L’opera si presenta così non come oggetto chiuso, ma come soglia: un luogo in cui ciascuno può riconoscere un proprio paesaggio interiore. Una fessura, un bagliore, una sfumatura di blu bastano a suggerire una narrazione che si completa nello sguardo. E in questo incontro — tra materia, energia e mutazione — le ceramiche di Mariagrazia Giustizieri trovano la loro natura più profonda: presenze delicate e potenti, capaci di restituire alla trasformazione il suo significato più luminoso.


Orari di apertura:
Lunedì – venerdì: 10:00–13:00 / 16:00–19:00
Sabato e domenica: su appuntamento

Contatti
Art Marginem: 329 2061102 – [artmarginem@hotmail.com]
Artista: 340 0676341 – [g85671368@gmail.com]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>COMUNICATO STAMPA<br />
ART MARGINEM CONCEPT ROOM &#8211; Via Tobagi 13, Milano</p>
<p>CONEXIO &#8211; Mostra di Ceramica Raku di MARIA GRAZIA GIUSTIZIERI<br />
A cura di Luciano Bolzoni</p>
<p>27 novembre &#8211; 7 ottobre</p>
<p>Inaugurazione: 27 novembre, dalle ore 18,30 </p>
<p>Nelle ceramiche raku di Mariagrazia Giustizieri la materia diventa un territorio sensibile, un luogo di trasformazione in cui le forze naturali — fuoco, aria, acqua — incidono la superficie come gesti di una scrittura primordiale. Le opere si offrono come frammenti di un ecosistema sconosciuto, sospesi tra organicità e geometria, tra gesto umano e processualità spontanea. Le crepe, le fumigazioni, le iridescenze non sono semplici effetti tecnici: sono tracce di un dialogo radicale tra l’artista e la materia, testimonianze di un patto aperto all’imprevisto.</p>
<p>Questa attitudine all’ascolto profondo non riguarda soltanto il suo fare artistico. Giustizieri è infatti anche floriterapista, e porta con sé un’attenzione particolare alle forme sottili dell’energia, ai processi di armonizzazione, alla relazione fra fragilità e rigenerazione. La stessa sensibilità si ritrova nei suoi lavori: il raku diventa un terreno in cui osservare e accompagnare la metamorfosi, come accade nei percorsi di cura attraverso i fiori. Non si tratta di un’aggiunta tematica, ma di una risonanza. Le ceramiche sembrano vibrare di questa conoscenza silenziosa, di questa capacità di percepire ciò che non è immediatamente visibile.</p>
<p>L’artista lavora con il raku come chi ascolta più che come chi domina. Accetta il rischio dell’esito, l’evento inatteso, la trasformazione repentina. In questo, la sua ricerca si avvicina a una forma di meditazione attiva: un’attenzione al momento in cui il calore satura l’argilla e la costringe a cambiare identità. La superficie diventa così un campo di forze, dove il segno controllato convive con l’esplosione cromatica, e la struttura si intreccia a una spontaneità luminosa.</p>
<p>Nelle sue forme circolari, nei moduli cellulari, nelle linee che evocano alberi, radici, membrane, si riconosce una tensione costante tra il microcosmo e il macrocosmo. I piatti si trasformano in mappe, gli assemblaggi in costellazioni viventi. Ogni opera conserva la memoria del proprio farsi: la tensione del fuoco, il respiro della terra, il brivido dell’improvviso raffreddamento. La tecnica, qui, non illustra ma rivela; non rappresenta, ma lascia emergere.</p>
<p>La ceramica raku, nella visione di Giustizieri, diventa un dispositivo di conoscenza e di cura. Non un mezzo per riprodurre forme, ma un modo per interrogare la materia e accogliere le sue risposte. Le superfici incrinate restituiscono un tempo geologico e insieme emotivo, in cui ogni dettaglio è il risultato di un equilibrio fragile, irripetibile.</p>
<p>L’opera si presenta così non come oggetto chiuso, ma come soglia: un luogo in cui ciascuno può riconoscere un proprio paesaggio interiore. Una fessura, un bagliore, una sfumatura di blu bastano a suggerire una narrazione che si completa nello sguardo. E in questo incontro — tra materia, energia e mutazione — le ceramiche di Mariagrazia Giustizieri trovano la loro natura più profonda: presenze delicate e potenti, capaci di restituire alla trasformazione il suo significato più luminoso.</p>
<p>Orari di apertura:<br />
Lunedì – venerdì: 10:00–13:00 / 16:00–19:00<br />
Sabato e domenica: su appuntamento</p>
<p>Contatti<br />
Art Marginem: 329 2061102 – [artmarginem@hotmail.com]<br />
Artista: 340 0676341 – [g85671368@gmail.com]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ART1307</title>
		<link>http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1723</link>
		<dc:creator><![CDATA[ART1307]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 18:37:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1723</guid>
		<description><![CDATA[TITOLO MOSTRA: Occhi sulla Città
SOTTOTITOLO: Napoli a sorpresa
DATA: 8 Novembre 2025 – 31 Dicembre 2025
DOVE: Museo della Moda – Napoli Fondazione Mondragone, Piazzetta Mondragone 18
CURATELA: Cynthia Penna
UFFICIO STAMPA: 	ART1307 NAPOLI: Raimondo del Tufo ph. 08118336574 raimondodeltufo@art1307.com
ARTISTI: Yuri Boyko, Lawrence Fodor, Robert Herman, Linda Kunik, Luigia Martelloni, Hertha Miessner, Viviana Rasulo, Osceola Refetoff, Claudio Santini, Pilàr Soberón Garcìa, Jane Szabo

PUBBLICAZIONE: OCCHI SULLA CITTA’ – Napoli a sorpresa   ROGIOSI Editore
     Isbn 9788869505980

Conferenza stampa: 6 Novembre 2025 ore 11 presso Sala Conferenze del Museo della Moda
Per accreditamenti: Raimondo del Tufo ph. 08118336574 raimondodeltufo@art1307.com

VERNISSAGE: 8 Novembre 2025 ore 11

Presentazione libro “Occhi sulla Città” edito da Rogiosi Editore: 6 Novembre 2025 ore 11 – Sala Conferenze Museo della Moda alla presenza degli artisti e degli autori dei testi.

*******

Parafrasando il titolo del film di Francesco Rosi, “Le mani sulla città” (senza alcuna connessione socio-politica con esso), ART1307 — istituzione culturale con sedi a Napoli e Los Angeles — ha invitato nella sua Residenza d’Artista, per un lavoro triennale, undici fotografi internazionali provenienti da diversi Paesi, offrendo loro un confronto sincero e non stereotipato con Napoli. Un viaggio iconico e controcorrente: lo sguardo dello straniero — non coinvolto emotivamente da legami di familiarità con il luogo — può offrire una visione inedita e forse più autentica del suo “locus”. Diverse modalità comunicative e linguistiche inducono a prendere consapevolezza di uno scenario di appartenenza tanto personale quanto collettivo; il progetto utilizza le lenti degli obiettivi come dispositivi di amplificazione dei dettagli, mettendo a nudo difetti e virtù della città e sprigionando il potenziale espressivo della quotidianità, che si trasforma in traccia di espressione universale.
Attraverso gli scatti di Yuri Boyko (Ucraina/USA), Lawrence Fodor (USA), Robert Herman (USA), Linda Kunik (USA), Luigia Martelloni (Italia/USA), Hertha Miessner (Germania), Viviana Rasulo (Italia), Osceola Refetoff (Canada/USA), Claudio Santini (Italia/USA), Pilar Soberón (Spagna) e Jane Szabó (USA), “Occhi sulla Città” dipana la storia contemporanea di Napoli: una riscrittura di un luogo capace di ammaliare o respingere, avviluppare e talvolta soffocare. L’iniziativa, curata da Cynthia Penna, mira a liberare la città dai suoi stereotipi — pericolosità e bellezza, fascino del paesaggio e lato oscuro di violenza — che l’hanno “ingessata” in una cornice di statica persistenza. 
Paraphrasing the title of Francesco Rosi’s film Le mani sulla città (without any socio-political connection to it), ART1307 — a cultural institution with venues in Naples and Los Angeles — invited eleven international photographers from different countries to its Artist-in-Residence program for a three-year project, offering them an honest and non-stereotypical dialogue with Naples. An iconic, countercurrent journey: the gaze of the outsider — emotionally unbound by familiar ties to the place — can provide a fresh and perhaps more authentic view of its locus. Various modes of communication and language invite an awareness of a sense of belonging that is both personal and collective; the project uses the lens as a device to amplify details, exposing the city’s flaws and virtues and unleashing the expressive potential of daily life, which becomes a trace of universal expression.
Through the photographs of Yuri Boyko (Ukraine/USA), Lawrence Fodor (USA), Robert Herman (USA), Linda Kunik (USA), Luigia Martelloni (Italy/USA), Hertha Miessner (Germany), Viviana Rasulo (Italy), Osceola Refetoff (Canada/USA), Claudio Santini (Italy/USA), Pilar Soberón (Spain) and Jane Szabo (USA), Eyes on the City unravels the contemporary story of Naples: a reimagining of a place capable of captivating or repelling, entangling and sometimes choking. Curated by Cynthia Penna, the initiative aims to liberate the city from its stereotypes — danger and beauty, landscape charm, and the darker side of violence — which had “frozen” it in a frame of static persistence.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>TITOLO MOSTRA: Occhi sulla Città<br />
SOTTOTITOLO: Napoli a sorpresa<br />
DATA: 8 Novembre 2025 – 31 Dicembre 2025<br />
DOVE: Museo della Moda – Napoli Fondazione Mondragone, Piazzetta Mondragone 18<br />
CURATELA: Cynthia Penna<br />
UFFICIO STAMPA: 	ART1307 NAPOLI: Raimondo del Tufo ph. 08118336574 <a href="mailto:raimondodeltufo@art1307.com">raimondodeltufo@art1307.com</a><br />
ARTISTI: Yuri Boyko, Lawrence Fodor, Robert Herman, Linda Kunik, Luigia Martelloni, Hertha Miessner, Viviana Rasulo, Osceola Refetoff, Claudio Santini, Pilàr Soberón Garcìa, Jane Szabo</p>
<p>PUBBLICAZIONE: OCCHI SULLA CITTA’ – Napoli a sorpresa   ROGIOSI Editore<br />
     Isbn 9788869505980</p>
<p>Conferenza stampa: 6 Novembre 2025 ore 11 presso Sala Conferenze del Museo della Moda<br />
Per accreditamenti: Raimondo del Tufo ph. 08118336574 <a href="mailto:raimondodeltufo@art1307.com">raimondodeltufo@art1307.com</a></p>
<p>VERNISSAGE: 8 Novembre 2025 ore 11</p>
<p>Presentazione libro “Occhi sulla Città” edito da Rogiosi Editore: 6 Novembre 2025 ore 11 – Sala Conferenze Museo della Moda alla presenza degli artisti e degli autori dei testi.</p>
<p>*******</p>
<p>Parafrasando il titolo del film di Francesco Rosi, “Le mani sulla città” (senza alcuna connessione socio-politica con esso), ART1307 — istituzione culturale con sedi a Napoli e Los Angeles — ha invitato nella sua Residenza d’Artista, per un lavoro triennale, undici fotografi internazionali provenienti da diversi Paesi, offrendo loro un confronto sincero e non stereotipato con Napoli. Un viaggio iconico e controcorrente: lo sguardo dello straniero — non coinvolto emotivamente da legami di familiarità con il luogo — può offrire una visione inedita e forse più autentica del suo “locus”. Diverse modalità comunicative e linguistiche inducono a prendere consapevolezza di uno scenario di appartenenza tanto personale quanto collettivo; il progetto utilizza le lenti degli obiettivi come dispositivi di amplificazione dei dettagli, mettendo a nudo difetti e virtù della città e sprigionando il potenziale espressivo della quotidianità, che si trasforma in traccia di espressione universale.<br />
Attraverso gli scatti di Yuri Boyko (Ucraina/USA), Lawrence Fodor (USA), Robert Herman (USA), Linda Kunik (USA), Luigia Martelloni (Italia/USA), Hertha Miessner (Germania), Viviana Rasulo (Italia), Osceola Refetoff (Canada/USA), Claudio Santini (Italia/USA), Pilar Soberón (Spagna) e Jane Szabó (USA), “Occhi sulla Città” dipana la storia contemporanea di Napoli: una riscrittura di un luogo capace di ammaliare o respingere, avviluppare e talvolta soffocare. L’iniziativa, curata da Cynthia Penna, mira a liberare la città dai suoi stereotipi — pericolosità e bellezza, fascino del paesaggio e lato oscuro di violenza — che l’hanno “ingessata” in una cornice di statica persistenza.<br />
Paraphrasing the title of Francesco Rosi’s film Le mani sulla città (without any socio-political connection to it), ART1307 — a cultural institution with venues in Naples and Los Angeles — invited eleven international photographers from different countries to its Artist-in-Residence program for a three-year project, offering them an honest and non-stereotypical dialogue with Naples. An iconic, countercurrent journey: the gaze of the outsider — emotionally unbound by familiar ties to the place — can provide a fresh and perhaps more authentic view of its locus. Various modes of communication and language invite an awareness of a sense of belonging that is both personal and collective; the project uses the lens as a device to amplify details, exposing the city’s flaws and virtues and unleashing the expressive potential of daily life, which becomes a trace of universal expression.<br />
Through the photographs of Yuri Boyko (Ukraine/USA), Lawrence Fodor (USA), Robert Herman (USA), Linda Kunik (USA), Luigia Martelloni (Italy/USA), Hertha Miessner (Germany), Viviana Rasulo (Italy), Osceola Refetoff (Canada/USA), Claudio Santini (Italy/USA), Pilar Soberón (Spain) and Jane Szabo (USA), Eyes on the City unravels the contemporary story of Naples: a reimagining of a place capable of captivating or repelling, entangling and sometimes choking. Curated by Cynthia Penna, the initiative aims to liberate the city from its stereotypes — danger and beauty, landscape charm, and the darker side of violence — which had “frozen” it in a frame of static persistence.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lilloarte</title>
		<link>http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1722</link>
		<dc:creator><![CDATA[Lilloarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2025 18:02:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1722</guid>
		<description><![CDATA[Titolo evento “LANDSCAPES-15 MULTIPLES FOR 15 ARTISTS ”
Mostra d’arte Collettiva virtuale 
Dal 02/05/2025 
Al 29/06/2025
Luogo Evento online all’indirizzo https://artgallery-mcl.jimdosite.com/exhibition/
Orari 00.00/24.00
Organizzatore Artgallery MCL virtual gallery https://artgallery-mcl.jimdosite.com/
e-mail artgallerymcl@gmail.com

Testo
ARTGALLERY MCL presenta la mostra virtuale 
&quot;LANDSCAPES - 15 MULTIPLES FOR 15 ARTISTS&quot;
Un&#039;esperienza artistica unica che esplora il paesaggio attraverso gli occhi di 15 artisti di varie generazioni attraverso opere multiple facenti parte della collezione privata della galleria.
La galleria virtuale ARTGALLERY MCL è lieta di annunciare il lancio della sua nuova mostra collettiva intitolata &quot;LANDSCAPES - 15 MULTIPLES FOR 15 ARTISTS&quot;. Questa esposizione sarà visibile esclusivamente online dal 2 maggio al 29 giugno 2025, aperta ai visitatori 24 ore su 24, offrendo un&#039;opportunità imperdibile per esplorare l&#039;arte contemporanea comodamente da casa.
Esplorazione del Paesaggio: Un Tema Universale
La mostra &quot;LANDSCAPES&quot; invita gli spettatori a un viaggio visivo attraverso la rappresentazione del paesaggio, sia esso naturale o urbano. Le opere selezionate interpretano il tema con una varietà di stili e tecniche, creando opere che riflettono la complessità e la bellezza dei paesaggi che ci circondano. La mostra offre una prospettiva ampia e diversificata, catturando l&#039;essenza e la trasformazione degli ambienti in cui viviamo.
Questa esposizione presenta una serie di opere multiple, ognuna delle quali rappresenta una tecnica unica. Gli spettatori potranno ammirare una selezione di litografie, serigrafie, incisioni e opere in tecnica mista. Ogni opera è un&#039;espressione del talento e della visione artistica degli autori, offrendo un caleidoscopio di interpretazioni del tema centrale.
Gli Artisti in Esposizione
La mostra riunisce 15 artisti di diverse generazioni, ciascuno con una prospettiva unica e uno stile distintivo. Da collezione privata , opere degli artisti partecipanti:
• Luca Alinari• Renzo Biasion• Remo Brindisi• Giovanni Cappelli• Francesco Casorati• Andrea Chiesi• Bruno Donzelli
• Gian Paolo Dulbecco• Luca Giovagnoli• Luigi Mainolfi• Plumcake• Giorgio Ramella• Salvo Mangione•
 Tino Stefanoni• Orfeo Tamburi
Dettagli della Mostra Virtuale
La mostra &quot;LANDSCAPES - 15 MULTIPLES FOR 15 ARTISTS&quot; sarà accessibile tramite il sito web della galleria all&#039;indirizzo https://artgallery-mcl.jimdosite.com dal 2 maggio al 29 giugno 2025. Gli appassionati d&#039;arte di tutto il mondo possono visitare la mostra in qualsiasi momento, vivendo un&#039;esperienza immersiva e interattiva. Per ulteriori informazioni, contattare via e-mail all&#039;indirizzo artgallerymcl@gmail.com.
Non perdete l&#039;occasione di esplorare i paesaggi attraverso gli occhi di 15 artisti visionari. Vi aspettiamo online per scoprire questa straordinaria collezione]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Titolo evento “LANDSCAPES-15 MULTIPLES FOR 15 ARTISTS ”<br />
Mostra d’arte Collettiva virtuale<br />
Dal 02/05/2025<br />
Al 29/06/2025<br />
Luogo Evento online all’indirizzo <a href="https://artgallery-mcl.jimdosite.com/exhibition/" rel="nofollow">https://artgallery-mcl.jimdosite.com/exhibition/</a><br />
Orari 00.00/24.00<br />
Organizzatore Artgallery MCL virtual gallery <a href="https://artgallery-mcl.jimdosite.com/" rel="nofollow">https://artgallery-mcl.jimdosite.com/</a><br />
e-mail <a href="mailto:artgallerymcl@gmail.com">artgallerymcl@gmail.com</a></p>
<p>Testo<br />
ARTGALLERY MCL presenta la mostra virtuale<br />
&#8220;LANDSCAPES &#8211; 15 MULTIPLES FOR 15 ARTISTS&#8221;<br />
Un&#8217;esperienza artistica unica che esplora il paesaggio attraverso gli occhi di 15 artisti di varie generazioni attraverso opere multiple facenti parte della collezione privata della galleria.<br />
La galleria virtuale ARTGALLERY MCL è lieta di annunciare il lancio della sua nuova mostra collettiva intitolata &#8220;LANDSCAPES &#8211; 15 MULTIPLES FOR 15 ARTISTS&#8221;. Questa esposizione sarà visibile esclusivamente online dal 2 maggio al 29 giugno 2025, aperta ai visitatori 24 ore su 24, offrendo un&#8217;opportunità imperdibile per esplorare l&#8217;arte contemporanea comodamente da casa.<br />
Esplorazione del Paesaggio: Un Tema Universale<br />
La mostra &#8220;LANDSCAPES&#8221; invita gli spettatori a un viaggio visivo attraverso la rappresentazione del paesaggio, sia esso naturale o urbano. Le opere selezionate interpretano il tema con una varietà di stili e tecniche, creando opere che riflettono la complessità e la bellezza dei paesaggi che ci circondano. La mostra offre una prospettiva ampia e diversificata, catturando l&#8217;essenza e la trasformazione degli ambienti in cui viviamo.<br />
Questa esposizione presenta una serie di opere multiple, ognuna delle quali rappresenta una tecnica unica. Gli spettatori potranno ammirare una selezione di litografie, serigrafie, incisioni e opere in tecnica mista. Ogni opera è un&#8217;espressione del talento e della visione artistica degli autori, offrendo un caleidoscopio di interpretazioni del tema centrale.<br />
Gli Artisti in Esposizione<br />
La mostra riunisce 15 artisti di diverse generazioni, ciascuno con una prospettiva unica e uno stile distintivo. Da collezione privata , opere degli artisti partecipanti:<br />
• Luca Alinari• Renzo Biasion• Remo Brindisi• Giovanni Cappelli• Francesco Casorati• Andrea Chiesi• Bruno Donzelli<br />
• Gian Paolo Dulbecco• Luca Giovagnoli• Luigi Mainolfi• Plumcake• Giorgio Ramella• Salvo Mangione•<br />
 Tino Stefanoni• Orfeo Tamburi<br />
Dettagli della Mostra Virtuale<br />
La mostra &#8220;LANDSCAPES &#8211; 15 MULTIPLES FOR 15 ARTISTS&#8221; sarà accessibile tramite il sito web della galleria all&#8217;indirizzo <a href="https://artgallery-mcl.jimdosite.com" rel="nofollow">https://artgallery-mcl.jimdosite.com</a> dal 2 maggio al 29 giugno 2025. Gli appassionati d&#8217;arte di tutto il mondo possono visitare la mostra in qualsiasi momento, vivendo un&#8217;esperienza immersiva e interattiva. Per ulteriori informazioni, contattare via e-mail all&#8217;indirizzo <a href="mailto:artgallerymcl@gmail.com">artgallerymcl@gmail.com</a>.<br />
Non perdete l&#8217;occasione di esplorare i paesaggi attraverso gli occhi di 15 artisti visionari. Vi aspettiamo online per scoprire questa straordinaria collezione</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: art1307</title>
		<link>http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1721</link>
		<dc:creator><![CDATA[art1307]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2025 19:50:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1721</guid>
		<description><![CDATA[TITOLO: THE MARKS OF OUR TIME
CURATORE: Cynthia Penna
Organizzatore: ART 1307 Istituzione Culturale
ARTISTA: Adinolfi &amp; Cicala, Danilo Ambrosino, Pamela Beck, Andrée Carter, Richard S. Chow, Max Coppeta, S. P. Harper, Peter Hiers, Edward Lightner, Antonella Masetti Lucarella, Viviana Rasulo, Frederika Roeder, Alfonso Sacco, Carla Viparelli

Sede:   Casina dei Mosaici nel Parco a mare di Villa Favorita – Ercolano Via. G. D’Annunzio 36
Durata:     10 Maggio/ 25 Maggio 2025
Vernissage: 10 Maggio 2025 dalle 11 alle 17
Ufficio Stampa: ART 1307


Dopo l’entusiasmante tappa vissuta a Los Angeles, la mostra “The Marks of Our Time” approda in Italia, trovando nella Casina dei Mosaici di Villa Favorita di Ercolano un palcoscenico ideale. 
Gli artisti Italiani ospiteranno dal 10 Maggio gli artisti Californiani per dare vita ad un dialogo visivo e concettuale attraverso linguaggi eterogenei – pittura, scultura e fotografia– trasformando le loro opere in testimonianze di identità, connessioni e cambiamenti. Ogni creazione racconta un’esperienza personale e collettiva, aprendo uno spazio di riflessione sulle tracce che l’essere umano lascia sul suo percorso e nel suo passaggio attraverso la Storia.
Curata da Cynthia Penna, la mostra indaga le nozioni di Tempo e di eredità morale e culturale che vengono lasciate alle future generazioni da ogni cultura contemporanea; ogni presenza umana segna un passaggio, crea un’impronta che lascia dietro di sé e questo percorso forma la Storia dell’umanità che si dipana anche attraverso piccole storie individuali che contribuiscono a formare la Grande Storia collettiva. Lasciamo delle impronte dietro di noi che altri sono destinati volenti o nolenti a raccogliere e ripercorrere, rielaborare e rivedere. 
Il programma sarà arricchito da talk e incontri con la partecipazione degli artisti, che offriranno al pubblico un’occasione unica per approfondire i temi della memoria, dell’identità e dell’eredità culturale.
La Casina dei Mosaici, con la sua bellezza storica e la vicinanza al mare, diventa così non solo una cornice espositiva, ma un luogo di riflessione sul tempo e sulle sue dinamiche. Un invito a vivere l’arte come esperienza capace di risvegliare una consapevolezza più profonda del nostro presente.
La mostra di Los Angeles si e’ tenuta con il patrocinio del locale Istituto Italiano di Cultura mentre quella di Ercolano ha ricevuto il patrocinio del MIC, dell’Ente Fondazione Ville Vesuviane e del Comune di Ercolano.
E’ stato richiesto l’inserimento della mostra tra gli eventi del Maggio dei Monumenti 2025. 

Info: ART1307 Istit. Culturale
Ph: 081-18336574]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>TITOLO: THE MARKS OF OUR TIME<br />
CURATORE: Cynthia Penna<br />
Organizzatore: ART 1307 Istituzione Culturale<br />
ARTISTA: Adinolfi &amp; Cicala, Danilo Ambrosino, Pamela Beck, Andrée Carter, Richard S. Chow, Max Coppeta, S. P. Harper, Peter Hiers, Edward Lightner, Antonella Masetti Lucarella, Viviana Rasulo, Frederika Roeder, Alfonso Sacco, Carla Viparelli</p>
<p>Sede:   Casina dei Mosaici nel Parco a mare di Villa Favorita – Ercolano Via. G. D’Annunzio 36<br />
Durata:     10 Maggio/ 25 Maggio 2025<br />
Vernissage: 10 Maggio 2025 dalle 11 alle 17<br />
Ufficio Stampa: ART 1307</p>
<p>Dopo l’entusiasmante tappa vissuta a Los Angeles, la mostra “The Marks of Our Time” approda in Italia, trovando nella Casina dei Mosaici di Villa Favorita di Ercolano un palcoscenico ideale.<br />
Gli artisti Italiani ospiteranno dal 10 Maggio gli artisti Californiani per dare vita ad un dialogo visivo e concettuale attraverso linguaggi eterogenei – pittura, scultura e fotografia– trasformando le loro opere in testimonianze di identità, connessioni e cambiamenti. Ogni creazione racconta un’esperienza personale e collettiva, aprendo uno spazio di riflessione sulle tracce che l’essere umano lascia sul suo percorso e nel suo passaggio attraverso la Storia.<br />
Curata da Cynthia Penna, la mostra indaga le nozioni di Tempo e di eredità morale e culturale che vengono lasciate alle future generazioni da ogni cultura contemporanea; ogni presenza umana segna un passaggio, crea un’impronta che lascia dietro di sé e questo percorso forma la Storia dell’umanità che si dipana anche attraverso piccole storie individuali che contribuiscono a formare la Grande Storia collettiva. Lasciamo delle impronte dietro di noi che altri sono destinati volenti o nolenti a raccogliere e ripercorrere, rielaborare e rivedere.<br />
Il programma sarà arricchito da talk e incontri con la partecipazione degli artisti, che offriranno al pubblico un’occasione unica per approfondire i temi della memoria, dell’identità e dell’eredità culturale.<br />
La Casina dei Mosaici, con la sua bellezza storica e la vicinanza al mare, diventa così non solo una cornice espositiva, ma un luogo di riflessione sul tempo e sulle sue dinamiche. Un invito a vivere l’arte come esperienza capace di risvegliare una consapevolezza più profonda del nostro presente.<br />
La mostra di Los Angeles si e’ tenuta con il patrocinio del locale Istituto Italiano di Cultura mentre quella di Ercolano ha ricevuto il patrocinio del MIC, dell’Ente Fondazione Ville Vesuviane e del Comune di Ercolano.<br />
E’ stato richiesto l’inserimento della mostra tra gli eventi del Maggio dei Monumenti 2025. </p>
<p>Info: ART1307 Istit. Culturale<br />
Ph: 081-18336574</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Homepage</title>
		<link>http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1720</link>
		<dc:creator><![CDATA[Homepage]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2024 05:32:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1720</guid>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gilda Contemporary Art</title>
		<link>http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1717</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gilda Contemporary Art]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2024 11:42:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1717</guid>
		<description><![CDATA[Gilda Contemporary Art, la galleria milanese nel cuore delle 5 Vie, inaugura la nuova stagione espositiva con la personale di Federica Rossi dal titolo Boschi senza sentieri. L’ora dell’incanto. Federica Rossi da sempre indaga la relazione tra essere umano e ambiente naturale nelle sue sfaccettature più spirituali ed intimistiche. In mostra sono esposti lavori della sua più recente produzione artistica, in continuità ed evoluzione formale e tecnica del percorso intrapreso nelle ultime due personali esposte in Gilda Contemporary Art. 
In particolare, l’artista si è concentrata sulla ricerca di colori realizzati personalmente con pigmenti naturali configurando una tavolozza di grande espressività e che la caratterizza in maniera decisiva. 
Il titolo della mostra prende spunto dalla poesia di Lord Byron, autore inglese del periodo romantico,  There is a pleasure in the pathless woods (C’è un piacere nei boschi senza sentieri), che fa riferimento all’atto del vagare pensosi ed in perfetta simbiosi con la natura circostante, addentrandosi in boschi e senza una meta precisa. L’atmosfera colta nel componimento poetico è anche quella del giardino “all’inglese”, un ambiente naturale ricreato dall’uomo in maniera armonica ed al contempo libera da strutture geometriche o rigide , in antitesi con il modello del giardino all’italiana, e che consente una assoluta connessione con la natura.
La dimensione cui ambisce la Rossi nel proprio sguardo verso la natura è quella dell’empatia, ben descritta da filosofi della scuola fenomenologica quali Theodore Lipps. Il percorso della Rossi è paragonabile ad una lunga introspezione di stampo meditativo nel tentativo di rintracciare la propria profonda ancestralità e con essa una identità “naturale”. In questo, la natura della Rossi assomiglia a quella disordinata ma sensata ( munita “di senso”) di un giardino segreto di ispirazione romantica, dove tutto è in armonia e in equilibrio, come un ecosistema perfetto. 
Attraverso il colore e il gesto, fluido e mai spezzato l’artista crea sulla tela ambientazioni suggestive e di particolare ispirazione emotiva. 
Per consentire al pubblico un approfondimento sull’artista, nella prima sala della galleria è allestita una installazione a muro che configura un grande polittico di “studi”: tele di piccole dimensioni dove la pittrice ha sperimentato gli affiancamenti cromatici realizzando varie prove, che tuttavia per intensità hanno assunto e conquistato la piena legittimità ad essere considerate opere compiute. 
La galleria aderisce alla Ventesima giornata del contemporaneo promossa da AMACI, che si terrà sabato 12 ottobre, con un incontro aperto al pubblico alle ore 16, dove la curatrice Cristina Gilda Artese presenterà la mostra con un focus sul tema “empatia e natura”. 


BIOGRAFIA
Federica Rossi nasce nel 1972 a Parma dove vive e lavora. Si diploma al Liceo d’Arte di Parma e successivamente frequenta l’Accademia di Comunicazione di Milano. Una forte spinta creativa la porta a sperimentare i vari mezzi espressivi che riversa, in un primo momento, nella visual communication, collaborando per alcuni anni come Art director presso agenzie pubblicitarie. Da qui la scelta di dedicarsi all’arte in modo totale. Nel 2004 le sue prime personali e nel 2007 sceglie di promuovere la sua arte soprattutto a livello internazionale. Un’ intensa attività espositiva la vede protagonista in mostre personali a Londra, Miami, Ankara, Copenaghen,Bruxelles, Vienna, Stoccarda presso  Istituti Italiani di Cultura, Musei e Gallerie con le quali  collabora fino ad oggi.
In collettive espone in Svezia, Miami, New Jersey, Texas, Chicago, Boston, Dubai. Solo negli ultimi anni inizia ad esporre maggiormente in Italia, nel 2016 la sua città gli dedica una personale di rilevo “Tra Madre e Terra” a cura  del prof. Philipe Daverio. Tra le personali in Italia nel 2017 la mostra The Living Cell al Museo della Città di Rimini. Attualmente le sue opere trovano spazio in collezioni pubbliche e private, da segnalare la presenza nell’archivio della Biennale del Disegno di Rimini. Nel 2019 inizia la collaborazione con Gilda Contemporary Art partecipando alla mostra collettiva “La stella a 8 punte” ed alla rassegna d’arte “Gilda’s Wall_art for value” presso la Banca di Asti di via Manzoni a Milano.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gilda Contemporary Art, la galleria milanese nel cuore delle 5 Vie, inaugura la nuova stagione espositiva con la personale di Federica Rossi dal titolo Boschi senza sentieri. L’ora dell’incanto. Federica Rossi da sempre indaga la relazione tra essere umano e ambiente naturale nelle sue sfaccettature più spirituali ed intimistiche. In mostra sono esposti lavori della sua più recente produzione artistica, in continuità ed evoluzione formale e tecnica del percorso intrapreso nelle ultime due personali esposte in Gilda Contemporary Art.<br />
In particolare, l’artista si è concentrata sulla ricerca di colori realizzati personalmente con pigmenti naturali configurando una tavolozza di grande espressività e che la caratterizza in maniera decisiva.<br />
Il titolo della mostra prende spunto dalla poesia di Lord Byron, autore inglese del periodo romantico,  There is a pleasure in the pathless woods (C’è un piacere nei boschi senza sentieri), che fa riferimento all’atto del vagare pensosi ed in perfetta simbiosi con la natura circostante, addentrandosi in boschi e senza una meta precisa. L’atmosfera colta nel componimento poetico è anche quella del giardino “all’inglese”, un ambiente naturale ricreato dall’uomo in maniera armonica ed al contempo libera da strutture geometriche o rigide , in antitesi con il modello del giardino all’italiana, e che consente una assoluta connessione con la natura.<br />
La dimensione cui ambisce la Rossi nel proprio sguardo verso la natura è quella dell’empatia, ben descritta da filosofi della scuola fenomenologica quali Theodore Lipps. Il percorso della Rossi è paragonabile ad una lunga introspezione di stampo meditativo nel tentativo di rintracciare la propria profonda ancestralità e con essa una identità “naturale”. In questo, la natura della Rossi assomiglia a quella disordinata ma sensata ( munita “di senso”) di un giardino segreto di ispirazione romantica, dove tutto è in armonia e in equilibrio, come un ecosistema perfetto.<br />
Attraverso il colore e il gesto, fluido e mai spezzato l’artista crea sulla tela ambientazioni suggestive e di particolare ispirazione emotiva.<br />
Per consentire al pubblico un approfondimento sull’artista, nella prima sala della galleria è allestita una installazione a muro che configura un grande polittico di “studi”: tele di piccole dimensioni dove la pittrice ha sperimentato gli affiancamenti cromatici realizzando varie prove, che tuttavia per intensità hanno assunto e conquistato la piena legittimità ad essere considerate opere compiute.<br />
La galleria aderisce alla Ventesima giornata del contemporaneo promossa da AMACI, che si terrà sabato 12 ottobre, con un incontro aperto al pubblico alle ore 16, dove la curatrice Cristina Gilda Artese presenterà la mostra con un focus sul tema “empatia e natura”. </p>
<p>BIOGRAFIA<br />
Federica Rossi nasce nel 1972 a Parma dove vive e lavora. Si diploma al Liceo d’Arte di Parma e successivamente frequenta l’Accademia di Comunicazione di Milano. Una forte spinta creativa la porta a sperimentare i vari mezzi espressivi che riversa, in un primo momento, nella visual communication, collaborando per alcuni anni come Art director presso agenzie pubblicitarie. Da qui la scelta di dedicarsi all’arte in modo totale. Nel 2004 le sue prime personali e nel 2007 sceglie di promuovere la sua arte soprattutto a livello internazionale. Un’ intensa attività espositiva la vede protagonista in mostre personali a Londra, Miami, Ankara, Copenaghen,Bruxelles, Vienna, Stoccarda presso  Istituti Italiani di Cultura, Musei e Gallerie con le quali  collabora fino ad oggi.<br />
In collettive espone in Svezia, Miami, New Jersey, Texas, Chicago, Boston, Dubai. Solo negli ultimi anni inizia ad esporre maggiormente in Italia, nel 2016 la sua città gli dedica una personale di rilevo “Tra Madre e Terra” a cura  del prof. Philipe Daverio. Tra le personali in Italia nel 2017 la mostra The Living Cell al Museo della Città di Rimini. Attualmente le sue opere trovano spazio in collezioni pubbliche e private, da segnalare la presenza nell’archivio della Biennale del Disegno di Rimini. Nel 2019 inizia la collaborazione con Gilda Contemporary Art partecipando alla mostra collettiva “La stella a 8 punte” ed alla rassegna d’arte “Gilda’s Wall_art for value” presso la Banca di Asti di via Manzoni a Milano.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ART1307</title>
		<link>http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1716</link>
		<dc:creator><![CDATA[ART1307]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 08:49:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1716</guid>
		<description><![CDATA[TITOLO: L’imponderabile grafia della Natura
CURATORE: Cynthia Penna
Organizzatore: ART 1307 Istituzione Culturale
ARTISTA: ROBERTO GHEZZI
Sede: ART1307 – Rampe S. Antonio a Posillipo 104 Napoli
Durata: 24 Novembre 2024/ 24 Dicembre 2024
Vernissage: 24 Novembre 2024 dalle 11 alle 17
Ufficio Stampa: ART 1307

Il mondo artistico di Ghezzi si inserisce in quel filone di indagine che vede Arte e Scienza camminare in parallelo ed anzi serenamente intersecarsi per dar luogo ad opere dal forte accento lirico.
Ghezzi le chiama “Naturografie” per indicare che la “grafia”, l’elemento segnico contenuto nell’opera, è appannaggio della Natura in quanto i supporti quali le tele e le carte, opportunamente preparati e “iniziati” dall’artista, vengono poi immersi in elementi naturali quali acqua, ghiaccio o terreno ed ivi lasciati a “maturare” o meglio a trasformarsi attraverso gli agenti atmosferici, la pioggia, il sole, le maree, lo scioglimento dei ghiacci, altri elementi organici, la flora e la fauna presenti sul territorio che vengono “inglobati” tutti dentro l’opera. La Natura in tal modo è invitata a “dipingere” il supporto così come fa l’artista. Sì, perché alla fine l’opera compiuta è senz’altro una “pittura” iniziata dall’uomo e terminata dalla Natura in un connubio, una interrelazione e una intersezione tra i due che ha un che di magico e lirico al tempo stesso.
Ghezzi è noto per i suoi viaggi in luoghi estremi del globo terrestre: dalla Groenlandia, al Sud Africa, dalla Danimarca alla Norvegia, alla Patagonia; ha lavorato con istituzioni scientifiche come l’Università di Roma La Sapienza, il CNR, gli Istituti Italiani di Cultura e i Consolati Italiani sparsi nel mondo per realizzare questo suo personale sogno di collaborazione artistica e pittorica che unisce in una intima connessione l’uomo e l’ambiente.
Ghezzi introduce un nuovo vocabolario e un nuovo modello di declinazione visiva del fenomeno artistico, attraverso l’enunciazione di una forma inedita del fare arte.
Attraverso l’esplorazione di territori incontaminati o, al contrario, altamente inquinati del pianeta Ghezzi contribuisce a monitorare lo stato dell’ambiente a livello scientifico; ma la sua vera funzione resta quella di aver fornito una nuova modalità espressiva all’arte, un archetipo artistico tutto ancora da esplorare ed espandere.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>TITOLO: L’imponderabile grafia della Natura<br />
CURATORE: Cynthia Penna<br />
Organizzatore: ART 1307 Istituzione Culturale<br />
ARTISTA: ROBERTO GHEZZI<br />
Sede: ART1307 – Rampe S. Antonio a Posillipo 104 Napoli<br />
Durata: 24 Novembre 2024/ 24 Dicembre 2024<br />
Vernissage: 24 Novembre 2024 dalle 11 alle 17<br />
Ufficio Stampa: ART 1307</p>
<p>Il mondo artistico di Ghezzi si inserisce in quel filone di indagine che vede Arte e Scienza camminare in parallelo ed anzi serenamente intersecarsi per dar luogo ad opere dal forte accento lirico.<br />
Ghezzi le chiama “Naturografie” per indicare che la “grafia”, l’elemento segnico contenuto nell’opera, è appannaggio della Natura in quanto i supporti quali le tele e le carte, opportunamente preparati e “iniziati” dall’artista, vengono poi immersi in elementi naturali quali acqua, ghiaccio o terreno ed ivi lasciati a “maturare” o meglio a trasformarsi attraverso gli agenti atmosferici, la pioggia, il sole, le maree, lo scioglimento dei ghiacci, altri elementi organici, la flora e la fauna presenti sul territorio che vengono “inglobati” tutti dentro l’opera. La Natura in tal modo è invitata a “dipingere” il supporto così come fa l’artista. Sì, perché alla fine l’opera compiuta è senz’altro una “pittura” iniziata dall’uomo e terminata dalla Natura in un connubio, una interrelazione e una intersezione tra i due che ha un che di magico e lirico al tempo stesso.<br />
Ghezzi è noto per i suoi viaggi in luoghi estremi del globo terrestre: dalla Groenlandia, al Sud Africa, dalla Danimarca alla Norvegia, alla Patagonia; ha lavorato con istituzioni scientifiche come l’Università di Roma La Sapienza, il CNR, gli Istituti Italiani di Cultura e i Consolati Italiani sparsi nel mondo per realizzare questo suo personale sogno di collaborazione artistica e pittorica che unisce in una intima connessione l’uomo e l’ambiente.<br />
Ghezzi introduce un nuovo vocabolario e un nuovo modello di declinazione visiva del fenomeno artistico, attraverso l’enunciazione di una forma inedita del fare arte.<br />
Attraverso l’esplorazione di territori incontaminati o, al contrario, altamente inquinati del pianeta Ghezzi contribuisce a monitorare lo stato dell’ambiente a livello scientifico; ma la sua vera funzione resta quella di aver fornito una nuova modalità espressiva all’arte, un archetipo artistico tutto ancora da esplorare ed espandere.</p>
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		<title>Di: Gilda Contemporary Art</title>
		<link>http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1715</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gilda Contemporary Art]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2024 12:48:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.artefutura.org/?p=330#comment-1715</guid>
		<description><![CDATA[Humani Florescere
Mimmo Verduci
L&#039;esistenza umana nel suo continuo rifiorire, attraverso il corpo e le sue mutazioni, in un percorso di maturazione spirituale, che si fa automedicazione e rigenerazione.
Lo sguardo poetico e sensibile di Mimmo Verduci

a cura di Cristina Gilda Artese
Opening giovedì 27 giugno ore 18:30
Ingresso libero
Sino al 31 luglio 2024

Gilda Contemporary Art presenta la personale del fotografo Mimmo Verduci dal titolo “Humani Florescere” a cura del direttore artistico della galleria Cristina Gilda Artese.

La mostra che occupa entrambe le sale della galleria, presenta una selezione delle opere di una serie di recente realizzazione, avente come tematica la sindrome di Hikikomori, o isolamento sociale volontario, ed un gruppo di lavori  in continuo working in progress da parte dell’autore, dedicata al corpo come espressione identitaria in continua mutazione.
Verduci è un creativo poliedrico e dall’esperienza e competenze espresse sia nel settore delle arti visive, sia  della musica e spettacolo, ma anche imprenditore dell’editoria. La sua esperienza professionale, oltre che esistenziale, lo ha portato negli anni ad un approfondimento dell’animo umano e dei percorsi esistenziali delle tante persone conosciute, incontrate e frequentate.
Questa esperienza di vita, unita alla innegabile sensibilità estetica, è sfociata nelle sue più recenti creazioni artistiche, come esito finale di un processo che è stato anche di crescita personale.
La serie dedicata alla sindrome di Hikomori, drammatica ed intimistica, pone sotto un rispettoso riflettore un fenomeno preoccupante della società contemporanea, che vede coinvolte specialmente le generazioni dei più giovani, i quali si rifugiano in un tranquillizzante isolamento da quello che percepiscono essere un contesto storico ed ambientale sempre più difficile e scarsamente inclusivo.
Le immagini fotografiche, con un sapiente utilizzo della luce, dei chiaroscuri, utilizzano l’elemento simbolico dell’ombra come strumento di narrazione di una vita sperimentata sottovoce e separata dal piano reale, dove il virtuale e l’isolamento prendono il sopravvento.
La serie di opere che danno più propriamente il titolo alla mostra stessa, Humani florescere,  sono esposte nella seconda sala; una carrellata di ritratti di corpi per lo più femminili in sovrapposizione a pattern floreali, diventano metafora di quel continuo rifiorire che l’essere umano sperimenta nell’ambito del proprio percorso individuale.
Le opere ricordano  l’aspetto e il fascino di tavole botaniche, dove il contorno del corpo si sovrappone ed interpone a fiori e foglie, talvolta in fase di  fioritura, ma anche nel momento della fragile sfioritura e decadenza.
Sempre è presente una  luminosa e spontanea bellezza (l’artista non utilizza mai modelle o modelli professionisti ma persone amiche), dove la luce si fa simbolo di spiritualità ed eternità.
Verduci ci vuole parlare “della fioritura del genere umano”, delle sue stagioni, fatte di fragilità, nudità, ma anche energia, splendore e spirito di adattamento e rigenerazione.


BIOGRAFIA
Mimmo Verduci nato in Calabria, si trasferisce a Milano all&#039;età di due anni. È un rinomato Art Director, Designer, Fotografo e Regista, con una carriera che abbraccia vari ambiti della comunicazione visiva e del design. Dal 1992, è Direttore Creativo della Showtime Agency e, dal 2012, dirige la casa editrice Editori di Comunicazione Lupetti, specializzata in comunicazione, marketing, architettura e moda.
Nel corso della sua carriera, Verduci ha lavorato con numerosi artisti di fama internazionale come Eros Ramazzotti, Anna Oxa, Renato Zero e Patty Pravo, curandone la comunicazione, l&#039;immagine e i videoclip. Tra i suoi progetti più noti si annovera &quot;Abba Pater&quot;, un lavoro che include otto videoclip, la copertina di un CD e un libro dedicati a Papa Giovanni Paolo II, riconosciuto tra i quindici migliori libri nei 25 anni di pontificato del Papa. Un altro progetto significativo è stato quello di coinvolgere cento personaggi famosi, tra cui pittori quotati e grandi artisti come Giorgio Armani, Mimmo Rotella e Milo Manara, per intervenire su cento tele rappresentanti fotografie di Eros Ramazzotti. Questo progetto ha visto la partecipazione di personalità del calibro di Lucio Del Pezzo, Mimmo Paladino, Mark Kostabi, Giò Pomodoro e Gianfranco Ferrè.
Dirige da 12 anni la casa editrice Lupetti, nota nell&#039;ambito della comunicazione ,del marketing, dell&#039;architettura e della moda.
Verduci è anche un esploratore delle nuove possibilità di ricerca e progettazione aperte dalle nuove tecnologie e dalla realtà virtuale. La sua filosofia si basa sulla consapevolezza che la visione della realtà e del corpo sono costruzioni in continua evoluzione e ibridazione, portatrici di identità multiple.
Ha presentato diverse mostre: nel 2019 &quot;Aldilà dello spazio&quot; presso lo Spazio Espositivo PVC de Il Sole 24 Ore 2019 e “Photo Festival”; nel 2021 Mostra al Castello di Scilla in collaborazione con l&#039;Università Mediterranea e nel 2024 &quot;Hikikomori&quot; al Palazzo Terragni di Lissone.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Humani Florescere<br />
Mimmo Verduci<br />
L&#8217;esistenza umana nel suo continuo rifiorire, attraverso il corpo e le sue mutazioni, in un percorso di maturazione spirituale, che si fa automedicazione e rigenerazione.<br />
Lo sguardo poetico e sensibile di Mimmo Verduci</p>
<p>a cura di Cristina Gilda Artese<br />
Opening giovedì 27 giugno ore 18:30<br />
Ingresso libero<br />
Sino al 31 luglio 2024</p>
<p>Gilda Contemporary Art presenta la personale del fotografo Mimmo Verduci dal titolo “Humani Florescere” a cura del direttore artistico della galleria Cristina Gilda Artese.</p>
<p>La mostra che occupa entrambe le sale della galleria, presenta una selezione delle opere di una serie di recente realizzazione, avente come tematica la sindrome di Hikikomori, o isolamento sociale volontario, ed un gruppo di lavori  in continuo working in progress da parte dell’autore, dedicata al corpo come espressione identitaria in continua mutazione.<br />
Verduci è un creativo poliedrico e dall’esperienza e competenze espresse sia nel settore delle arti visive, sia  della musica e spettacolo, ma anche imprenditore dell’editoria. La sua esperienza professionale, oltre che esistenziale, lo ha portato negli anni ad un approfondimento dell’animo umano e dei percorsi esistenziali delle tante persone conosciute, incontrate e frequentate.<br />
Questa esperienza di vita, unita alla innegabile sensibilità estetica, è sfociata nelle sue più recenti creazioni artistiche, come esito finale di un processo che è stato anche di crescita personale.<br />
La serie dedicata alla sindrome di Hikomori, drammatica ed intimistica, pone sotto un rispettoso riflettore un fenomeno preoccupante della società contemporanea, che vede coinvolte specialmente le generazioni dei più giovani, i quali si rifugiano in un tranquillizzante isolamento da quello che percepiscono essere un contesto storico ed ambientale sempre più difficile e scarsamente inclusivo.<br />
Le immagini fotografiche, con un sapiente utilizzo della luce, dei chiaroscuri, utilizzano l’elemento simbolico dell’ombra come strumento di narrazione di una vita sperimentata sottovoce e separata dal piano reale, dove il virtuale e l’isolamento prendono il sopravvento.<br />
La serie di opere che danno più propriamente il titolo alla mostra stessa, Humani florescere,  sono esposte nella seconda sala; una carrellata di ritratti di corpi per lo più femminili in sovrapposizione a pattern floreali, diventano metafora di quel continuo rifiorire che l’essere umano sperimenta nell’ambito del proprio percorso individuale.<br />
Le opere ricordano  l’aspetto e il fascino di tavole botaniche, dove il contorno del corpo si sovrappone ed interpone a fiori e foglie, talvolta in fase di  fioritura, ma anche nel momento della fragile sfioritura e decadenza.<br />
Sempre è presente una  luminosa e spontanea bellezza (l’artista non utilizza mai modelle o modelli professionisti ma persone amiche), dove la luce si fa simbolo di spiritualità ed eternità.<br />
Verduci ci vuole parlare “della fioritura del genere umano”, delle sue stagioni, fatte di fragilità, nudità, ma anche energia, splendore e spirito di adattamento e rigenerazione.</p>
<p>BIOGRAFIA<br />
Mimmo Verduci nato in Calabria, si trasferisce a Milano all&#8217;età di due anni. È un rinomato Art Director, Designer, Fotografo e Regista, con una carriera che abbraccia vari ambiti della comunicazione visiva e del design. Dal 1992, è Direttore Creativo della Showtime Agency e, dal 2012, dirige la casa editrice Editori di Comunicazione Lupetti, specializzata in comunicazione, marketing, architettura e moda.<br />
Nel corso della sua carriera, Verduci ha lavorato con numerosi artisti di fama internazionale come Eros Ramazzotti, Anna Oxa, Renato Zero e Patty Pravo, curandone la comunicazione, l&#8217;immagine e i videoclip. Tra i suoi progetti più noti si annovera &#8220;Abba Pater&#8221;, un lavoro che include otto videoclip, la copertina di un CD e un libro dedicati a Papa Giovanni Paolo II, riconosciuto tra i quindici migliori libri nei 25 anni di pontificato del Papa. Un altro progetto significativo è stato quello di coinvolgere cento personaggi famosi, tra cui pittori quotati e grandi artisti come Giorgio Armani, Mimmo Rotella e Milo Manara, per intervenire su cento tele rappresentanti fotografie di Eros Ramazzotti. Questo progetto ha visto la partecipazione di personalità del calibro di Lucio Del Pezzo, Mimmo Paladino, Mark Kostabi, Giò Pomodoro e Gianfranco Ferrè.<br />
Dirige da 12 anni la casa editrice Lupetti, nota nell&#8217;ambito della comunicazione ,del marketing, dell&#8217;architettura e della moda.<br />
Verduci è anche un esploratore delle nuove possibilità di ricerca e progettazione aperte dalle nuove tecnologie e dalla realtà virtuale. La sua filosofia si basa sulla consapevolezza che la visione della realtà e del corpo sono costruzioni in continua evoluzione e ibridazione, portatrici di identità multiple.<br />
Ha presentato diverse mostre: nel 2019 &#8220;Aldilà dello spazio&#8221; presso lo Spazio Espositivo PVC de Il Sole 24 Ore 2019 e “Photo Festival”; nel 2021 Mostra al Castello di Scilla in collaborazione con l&#8217;Università Mediterranea e nel 2024 &#8220;Hikikomori&#8221; al Palazzo Terragni di Lissone.</p>
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